
12 novembre 2022
Quasi per caso...
Nel cuore pulsante della meccanica agricola, tra il frastuono dei motori moderni e il profumo d’olio lubrificante, nasce Voglia di Arare. Eravamo al prestigioso EIMA di Bologna, la fiera agricola per eccellenza, quando cinque anime mosse da una passione fuori moda – Merco, Davide, Adriano, Enrico e Stefano – si sono ritrovate tra uno stand e l’altro.
Non cercavamo l’ultimo modello hi-tech; i nostri occhi erano puntati sulla storia. La scintilla non è scattata davanti a un singolo pezzo da collezione, ma dalla consapevolezza comune: ognuno di noi aveva un glorioso trattore d’epoca in garage, silenzioso e immobile. In quell’atmosfera elettrica, si è accesa una lampadina: creare un vero e proprio gruppo di appassionati, una tribù di ‘riattivatori’ il cui obiettivo era far ruggire di nuovo quei trattori e rimettere in funzione (non restaurare, ma farli lavorare!) macchine e attrezzature storiche.
Il Nostro Solco: Rievocazioni e Memoria sul Territorio
La nostra missione va oltre la semplice passione: vogliamo essere una presenza viva e attiva sul territorio Modenese e Bolognese. Il nostro scopo è duplice: rimettere in moto i giganti del passato e, soprattutto, proporre rievocazioni e dimostrazioni pratiche di aratura che riportino in vita le tecniche di una volta. Non si tratta solo di sfilate, ma di preservare la memoria storica e far vedere alle nuove generazioni (dai 4 ai 99 anni!) come si lavorava quando la meccanica agricola muoveva l’Italia.
🚧 Le Sfide sul Campo Aperto
Mettere in moto un gigante d’acciaio è una cosa; fargli graffiare la terra è tutt’altra. All’inizio, le sfide che abbiamo dovuto affrontare non erano meccaniche, ma logistiche. La prima grande aratura? È stata una battaglia per trovare i terreni giusti. Dovevamo convincere i proprietari e gli agricoltori a fidarsi di noi, a lasciarci mettere in moto i nostri “nonni a motore” nei loro preziosi campi. Allo stesso tempo, far partire un’associazione come la nostra richiede benzina (letteralmente e metaforicamente!). Trovare uno sponsor disposto a credere nel valore della memoria agricola e nelle nostre rumorose rievocazioni è stata una ricerca costante. Ma con la tenacia tipica dei nostri trattori, non ci siamo arresi: oggi, grazie alla fiducia della nostra comunità e di partner che credono nel progetto, riusciamo a portare in campo l’energia e la storia che ci contraddistinguono. Quell’incontro casuale all’EIMA è stato il primo solco della nostra avventura, e da allora, non abbiamo più smesso di arare!
Il nostro team
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